giovedì 12 dicembre 2013

Segreto: croccantini al cioccolato e zafferano

In tutti questi mesi di assenza ho imparato tante cose, ma soprattutto
che la magia è nelle labbra di un bambino attaccate al seno di sua madre, che la famiglia è nel cuore di chi senti ogni giorno e si pre-occupa di te costantemente anche se è non dello stesso sangue, che non bisogna mai vedere la D'Urso se non vuoi dimenticarti per sempre la parola dignità, che l'amicizia non è solo una parola ma un fatto, che non bisogna mai dire "non ci riesco" quando hai sonno e che i croccantini al cioccolato vanno rigorosamente mangiati lontano dal risotto allo zafferano.

lunedì 29 aprile 2013

Poesia: L'inizio...

Posso accarezzarti
abbracciarti
stringerti...
Posso piangere per te
immaginarti
viverti...

Posso dormire
mangiare
e correre in capo al mondo
e poi tornare...
E poi ancora partire...

E tu...
chiaro pensiero
che in questo istante varchi i miei pensieri
e corri veloce tra i miei desideri
tu puoi letteralmente sguazzare nel mio mare
e tornare con me dai miei viaggi
prima ancora di avere chiaro qual'è il tuo.

E poi...
sentinella che assisti ogni mio battito e mio respiro
puoi anche tornare nel tuo tempo...
o rimanere nel mio...
nel nostro...
Fermati ancora ...
però
ti prego...
Devo raccontarti cosa è successo quando non c'eri...
Quando eri aria
Quando eri vento
Quando eri Dio

Ferma il tempo amore mio
Devo farti vedere il mare...

domenica 16 settembre 2012

Articolo: Essere Social nei Social Network


Bando alle ciance! La cosa più importante, dopo mesi di attenta guardia ai miei profili social, è capire di esserci. A chi non è capitato di sussultare per un attimo alla vista di un “mi piace”, o di un “pinco pallino ha visto il tuo profilo”, o ancora... “Aristide Certostipite ha chiesto la tua amicizia o di unirsi alla tua rete?”. Già... 
Sapere di esserci e sapere di essere ascoltati.
Foto da Web

Questo è sicuramente l'imperativo più significativo che affascina perdutamente l'utente ideale dei Social Network.
L'importante non è solo l'utilizzo, ma la concreta e sfacciata sicurezza che ciò che abbiamo fatto, scritto, pensato, visto ed espresso in massime, in minime, in aforismi rubati, in foto scattate propriamente o impropriamente, possano lasciare la nostra impronta per sempre. 


Vendersi a patto di essere comprati.
Questo è il motto che nel nostro piccolo serpeggia nella testa, all'idea di completare un profilo che cerchiamo a tutti i costi di rendere più o meno originale.
Ma cosa vuol dire veramente appartenere alla rete? Quale elemento, che non faccia parte delle statistiche mondiali, trite e ritrite, accomuna l'utente medio?
Il social, che possiamo distinguere in “social free time” per il cazzeggio e in “social business time” per le attività professionali è banalmente l'incontro tra due mondi: quello reale e quello virtuale. Impossibile non far collidere le due atmosfere.
Abbiamo fatto tutti parte di quel buco nero, di quel vuoto cosmico che ci ha lasciato sconosciuti troppo a lungo; ma finalmente la nostra vita, i nostri amori, i nostri desideri, i nostri sogni , i nostri sacrifici, i nostri lavori, i nostri viaggi eccoli li serviti in cartigli di megapixel seri e semiseri...
E' meraviglioso tutto questo: possiamo proprio dircelo.
A sei mesi da un lavoro a cui dedico poco tempo, iniziato più per curiosità e rivincita personale, e che mi ha vista protagonista prima come Community Manager e poi come collaboratrice e portavoce per gli eventi offline (Withandwithin, geniale social network tutto femminile), posso dire questo: appartenere alla rete di qualsiasi social significa sentirsi online naturalmente, sempre e dovunque.

Sai di poter gareggiare senza confronti, abbandonandoti al desiderio di sentirti apprezzato anche da un perfetto sconosciuto, con la consapevolezza di sapere che, chiunque esso sia (il tuo più acerrimo nemico, piuttosto che il tuo futuro datore di lavoro, o il tuo miglior cliente, o la nostra fidanzata/o) per un piccolissimo, breve o medio tempo è appartenuto al tuo vissuto e tu sei  entrato per sempre nei circuiti delle sue sinapsi disordinate, in cerca dell'elemento utile che sancirà la tua esistenza per l'eternità.                                                                                                                                  
                                                                                                                     Irma Trotta            

sabato 1 settembre 2012

Traccia: Chètati!

A. Beardsley - Le morte
"Il suo viso scavato dava l'idea di essere un terreno inaridito dalla lunga siccità..." - qualcuno aveva detto - "... la sua voce anche".
Così ci si immaginava fosse la Strega Dello Scolmatore.
Nessuno però aveva il coraggio di ammettere di averla mai vista.
Soleva urlare contro i cani che accudiva con eccessivo amore e che teneva chiusi strettistretti; quei cani che guaivano e abbaiavano ogni qualvolta nei paraggi curiosava un forestiero.
"Chètati!", urlava.
E non si capiva se lo diceva ai cani o al forestiero.
Quella voce arruginita gracchiava all'improvviso, e all'improvviso il cuore di chiunque fosse lì intorno rimbalzava tra gola e petto come una palla magica.
Poi, il silenzio.
In quella circostanza chiunque rimaneva paralizzato, qualcuno scappava, qualcuno si orinava nei pantaloni dalla paura.
Gli alberi intorno alla sua casa erano secchi come le sue corde vocali e c'è chi dice che, prima di essere quello che era diventata, fosse bella come un angelo sceso dal cielo. C'è chi dice anche che i cani che accudisce non siano altro che gli uomini della sua vita. Sembra che li abbia trasformati in amici fedeli, per dar loro una lezione per la loro infedeltà.
E forse le sue grida non sono altro che lamenti di dolore...

venerdì 3 agosto 2012

Segreto: Carne in scatola



Oggi ho imparato che: se vuoi farti chiamare ancora mamma dopo i 40 devi tingerti i capelli e farti fare un lifting; che l'ipocrisia non è una brutta malattia, ma un'inquieta abitudine; che le donne non hanno ancora imparato a liberarsi dal condizionamento maschile e che… la carne in scatola alle dieci del mattino è maledettamente buona.

giovedì 10 maggio 2012

Poesia: Mio figlio

Torino, 27 Febbraio 1989


Prendimi le mani
e portami
dove non c'è paura,
dove non c'è buio,
dove non c'è pianto.
Prendimi le mani 
amoremio
e portami
dove c'è Dio.

sabato 28 aprile 2012

Traccia: prometto di esserti fedele sempre


"Ho promesso che non ti avrei tradito mai, per nessuna ragione al mondo".
Aveva promesso che non l'avrebbe tradito mai, per nessuna ragione al mondo...
"Ho promesso che avrei aspettato tutta la vita per trovare il modo per dirti grazie per tutto quello che hai fatto per me."
Aveva promesso che avrebbe aspettato tutta la vita per trovare il modo per dirgli grazie per quello che aveva fatto per lei...