Anna nacque in una bellissima giornata di sole nel tempo delle ginestre dietro le quali, diceva sua nonna, gli innamorati facevano l'amore a primavera. Era il 1947 e Torino accennava ad una evidente ma lenta ripresa, dopo gli anni di una guerra che si portò via un quinto degli uomini della famiglia di Anna.
Lei era nata in casa, dopo venti lunghissime ore di travaglio: mamma Eva, durante tutte quelle ore non fece altro che ballare come le suggerì la Marta, una delle più vecchie levatrici della città, che aveva fatto nascere anche lo zio Gustavo.
"Balla Eva, balla!", ripetè Marta per tutto il tempo. E quella creatura nel grembo di Eva sembrava ballare con lei.



