lunedì 20 febbraio 2012

Articolo: Uomini contro Donne o Donne contro Donne?

Beardsley - Le streghe
Avendo fatto per molti anni il commerciale, il rapporto di lavoro con i maschi, più che subire l'ho visto subire. Nelle aziende che visitavo ho visto di tutto: segretarie e cape accondiscendenti, arrabbiate, deluse, vittime e carnefici di colleghi e capi, rapporti nei quali a volte si faceva fatica a capire chi fosse chi. 
Gli uomini? I miei colleghi e i miei capi li ho messi in riga a suon di ordini: con il mio fatturato potevo permettermi di alzare la voce di fronte ad una visibile prepotenza di stampo maschile. 

Però posso dirvi questo: non sono mai stati gli uomini il mio problema, perché con loro adottavo la strategia della diplomazia e dopo il primo approccio fuori luogo, sia dichiarato che non, il lavoro proseguiva in maniera fluida. Forse perché ero una lavoratrice autonoma... diciamo.
Ma le difficoltà più grandi che ho visto, e a volte subito, sono state con le donne. L'atteggiamento "donne contro donne" mi ha lasciato sempre senza parole. 
L'ho ripetuto già in un altre discussioni: il problema spesso non sta nel conflitto palese, ma in quello che penetra subdolo nel nostro quotidiano guidato dalla logica dei ragionamenti.
Manca il confronto e il mettersi in discussione, mancano i sentimenti e il viversi le emozioni senza pensarci troppo, il sentirsi a posto, il non giudicarsi per colpa dei pregiudizi maschili che prima o poi diventano anche quelli femminili. 
Personalmente i rapporti di lavoro più atroci li ho visti tra colleghe, tra cape e subalterne, tra clienti e fornitrici. Fortunatamente in netta minoranza, ma sicuramente i più distruttivi, non ho mai visto una donna uscire vincente da questi rapporti, neanche la più scaltra, quella che in battaglia finiva col portare a casa un trofeo.
C'è un bellissimo saggio di una psicoanalista femminista americana, Phillis Chesler, che si intitola “Donna contro Donna”. Da leggere, ve lo consiglio: anche se lo spaccato è quello di una realtà americana, il saggio mette in luce atteggiamenti e situazioni che fanno parte del genere e non del luogo.
Io ho maturato l'idea che solo un'attenta analisi dei nostri atteggiamenti antifemministi nei confronti delle donne, può abbattere alcuni luoghi comuni nel cosiddetto mondo dei maschi, sul lavoro come a casa.
Oggi sento ancora di donne che vogliono cambiare se stesse piuttosto che confrontarsi e condividere.
“Le donne per raggiungere i loro scopi a volte sono spietate e manipolatrici. No, non come gli uomini che dimostrano un´aggressività plateale e violenta” (Ambra Somaschini, archivio di Met@forum.it). 
condivido in pieno questa considerazione ed aggiungerei: "in Italia come nel resto del mondo".
Forse mi porterò dietro qualche critica, femminile e maschile, ma me ne assumo tutte le responsabilità.  
In questo senso il lavoro più grande delle donne è quello di riuscire a portare avanti il proprio lavoro di donna... non di mantenere la propria professione.
IrmaT

(Pubblicato su: http://www.withandwithin.com - Gruppo: come siamo, noi donne, rispetto al mondo del lavoro?)

1 commento:

Carmen Mary ha detto...

Concordo su tutto quello che hai scritto, è così sia che piaccia o che non piaccia.E'anche vero che gli uomini usano la nostra rivalità a loro vantaggio, da sempre è ora di rendercene conto.