Bando alle ciance! La cosa più
importante, dopo mesi di attenta guardia ai miei profili social, è
capire di esserci. A chi non è capitato di sussultare per
un attimo alla vista di un “mi piace”, o di un “pinco pallino ha visto il tuo
profilo”, o ancora... “Aristide Certostipite ha chiesto la tua
amicizia o di unirsi alla tua rete?”. Già...
Sapere di esserci e sapere di essere
ascoltati.
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Foto da Web |
Questo è sicuramente l'imperativo più significativo che affascina perdutamente l'utente ideale dei Social Network.
L'importante non è solo l'utilizzo, ma
la concreta e sfacciata sicurezza che ciò che abbiamo fatto,
scritto, pensato, visto ed espresso in massime, in minime, in
aforismi rubati, in foto scattate propriamente o impropriamente,
possano lasciare la nostra impronta per sempre.
Vendersi a patto di essere comprati.
Questo è il
motto che nel nostro piccolo serpeggia nella testa, all'idea di
completare un profilo che cerchiamo a tutti i costi di rendere più o
meno originale.
Ma cosa vuol dire veramente appartenere
alla rete? Quale elemento, che non faccia parte
delle statistiche mondiali, trite e ritrite, accomuna l'utente
medio?
Il social, che possiamo distinguere in “social
free time” per il cazzeggio e in “social business time” per le attività professionali è banalmente l'incontro tra due mondi: quello
reale e quello virtuale. Impossibile non far collidere le due
atmosfere.
Abbiamo fatto tutti parte di quel buco
nero, di quel vuoto cosmico che ci ha lasciato sconosciuti troppo a
lungo; ma finalmente la nostra vita, i nostri amori, i nostri desideri,
i nostri sogni , i nostri sacrifici, i nostri lavori, i nostri viaggi
eccoli li serviti in cartigli di megapixel seri e semiseri...
E' meraviglioso tutto questo: possiamo
proprio dircelo.
A sei mesi da un lavoro a cui dedico poco tempo, iniziato più per curiosità e rivincita personale, e che mi
ha vista protagonista prima come Community Manager e poi come
collaboratrice e portavoce per gli eventi offline (Withandwithin, geniale social network tutto femminile), posso dire questo:
appartenere alla rete di qualsiasi social significa sentirsi online
naturalmente, sempre e dovunque.
Sai di poter gareggiare
senza confronti, abbandonandoti al desiderio di sentirti apprezzato
anche da un perfetto sconosciuto, con la consapevolezza di sapere che,
chiunque esso sia (il tuo più acerrimo nemico, piuttosto che il tuo futuro datore di lavoro, o il tuo miglior cliente, o la
nostra fidanzata/o) per un piccolissimo, breve o medio tempo è appartenuto al tuo vissuto e tu sei entrato per sempre
nei circuiti delle sue sinapsi disordinate, in cerca dell'elemento
utile che sancirà la tua esistenza per l'eternità.
Irma Trotta
Irma Trotta