giovedì 10 maggio 2012

Poesia: Mio figlio

Torino, 27 Febbraio 1989


Prendimi le mani
e portami
dove non c'è paura,
dove non c'è buio,
dove non c'è pianto.
Prendimi le mani 
amoremio
e portami
dove c'è Dio.

4 commenti:

Pomella ha detto...

C'era un giochino, proposto all'ultimo anno di scuola materna di miei nanomostri, guidato da un attore all'interno di un progetto di teatro e psicomotricità con i bambini, svolto regolarmente tutti gli anni (poi forse sono finiti i fondi... Bo? i miei figli per fortuna sono riusciti ad entrare in anni ancora "quasi" felici). Si trattava di bendare i genitori perchè si facessero guidare dai propri micro-figli in un lungo giro per la scuola, dentro e fuori corridoi, aule, mensa e giardino. Ricordo di essermi sentita così sicura, con la mia mano stretta nella loro manina, che per me era esattamente come camminare ad occhi aperti. Lì, per la prima volta, ho capito che potevo fidarmi. E quella sensazione non mi ha più abbandonato.

IrmaT ha detto...

I figli, in cielo o in terra, sono sempre come angeli...
Grazie Pom ... :)

Veliero27 ha detto...

Si! È Lei!
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Oddio c'è Lei che afferra la mia mano.
La strada è lunga, il buio mi fa paura
Mi apre il cuore e mi porta lontano.
Guardo avanti ... la vita è dura!
Giro indietro lo sguardo e Lui è il passato.
Sento la voce dal futuro ... è Lei che amerò, che amo e ho amato ?
Si! È Lei!

IrmaT ha detto...

Cuor di papà: nessuno è lontano e nessuno è vicino. Loro sono sempre con noi, dentro di noi. Si, sono Loro!